Julian Cope - Black Sheep
Non è la novità della settimana, ma data la reperibilità alquanto underground e viceversa la statura dell’artista, vale comunque la segnalazione: è uscito già nell’autunno 2008 Black Sheep, ultimo parto sonoro di Julian Cope (sempre doppio cd, come suo solito), piccolo guru psichedelico di cui noi siamo incrollabili fan dai giorni eroici in cui le sue canzoni del periodo più ‘glam’ rischiavano addirittura di finire nelle classifiche, incoronandolo fra i padrini ideali del brit pop a venire. Mentre ben altri percorsi musicali, contorti, incostanti e ‘lewiscarroliani’ solleticavano la sua mente inquieta e lisergica.
Sempre più liricamente in conflitto con la società e la cultura occidentale ‘razionalista’, in favore del recupero delle tradizioni pagane, animiste, più in consonanza con l’anima profonda della ‘grande madre terra’, Black Sheep è probabilmente il miglior disco del Cope dai tempi di “Peggy Suicide” e “Jeovahkill”.
QUI trovate qualche ulteriore info anglofona dal sito dell’”arcidruido”.
Ascoltate con mente aperta, non vi pentirete.
Speriamo di ritornarci su con un articolo più ampio.
M.