Posthuman Blog

01/27/2009 (4:10 pm)

Julian Cope - Black Sheep

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Non è la novità della settimana, ma data la reperibilità alquanto underground e viceversa la statura dell’artista, vale comunque la segnalazione: è uscito già nell’autunno 2008 Black Sheep, ultimo  parto sonoro di Julian Cope (sempre doppio cd, come suo solito), piccolo guru psichedelico di cui noi siamo incrollabili fan dai giorni eroici in cui le sue canzoni del periodo più ‘glam’ rischiavano addirittura di finire nelle classifiche, incoronandolo fra i padrini ideali del brit pop a venire. Mentre ben altri percorsi musicali, contorti, incostanti e ‘lewiscarroliani’ solleticavano la sua mente inquieta e lisergica.

Sempre più liricamente in conflitto con la società e la cultura occidentale ‘razionalista’, in favore del recupero delle tradizioni pagane, animiste, più in consonanza con l’anima profonda della ‘grande madre terra’, Black Sheep è probabilmente il miglior disco del Cope dai tempi di “Peggy Suicide” e “Jeovahkill”.

QUI trovate qualche ulteriore info anglofona dal sito dell’”arcidruido”.

Ascoltate con mente aperta, non vi pentirete.

Speriamo di ritornarci su con un articolo più ampio.

M.

12/09/2008 (2:38 pm)

All’Arci, Dicembre rosso shocking

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Vi ricordiamo che lunedì 15 dicembre la rassegna Fantacinema all’ARCI Corvetto di Milano presenta “A Venezia, un dicembre rosso shocking” di Nicholas Roeg - con Donald Sutherland a Julie Christie. Nonostante Roeg sia noto ai fantafan per un altro titolo più spiccatamente fantascientifico (”L’uomo che cadde sulla Terra”, che rivelò le doti attoriali di David Bowie), questa pellicola del ‘73 tira più al thriller sovrannaturale.

Citiamo un passaggio esplicativo da una recensione di Massimo Sesti: “Tormentato dal senso di colpa per la morte da annegamento della propria bambina, il protagonista finisce vittima del destino e della propria incomprensibile veggenza proprio nella città galleggiante. L’acqua, a differenza dei suoi tradizionali significati psicanalitici che richiamano la nascita e la vita, è sempre, nel film, una fonte di angoscia e di morte”.

Sarà l’occasione per gli auguri prenatalizi con la famiglia connettivista e chi di voi postumani cybernaviganti vorrà essere della partita con noi.

01/22/2007 (1:10 am)

human, transhuman, posthuman

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Ovunque mi giri le conseguenze del crollo degli umanismi sono sotto i miei occhi. Ma come mai le conseguenze di questi crolli sono concepite attraverso catastrofismi o utopie positiviste? Come mai la caduta dell’umano è una caduta fragorosa, raccontata da artisti che trattano con la lacerazione del corpo, la perdità dell’identità sessuale, la ribellione e il potere della macchina sull’uomo? Come mai, altri movimenti poi considerano l’opportunità che la tecnologia offre come una specie di strumento per fare un salto evolutivo… una specie di elite che stringe un patto segreto con la macchina per intascarne e sfruttarne tutti i vantaggi? Queste e altre domande sfilano insieme alle mie letture del posthuman attraverso gli occhi della body art e dei movimenti transhumanisti. A questo punto mi chiedo se dopo la catastrofe, dopo la perdita di identità, la perdita del corpo, la moltiplicazione sessuale, il dominio della macchina qualcosa di nuovo e stimolante ci aspetta, qualcosa che ritrova l’umano, parte della carne e si individua come una nuova identità. Sto parlando del posthuman dot, il nodo d’intelligenza, il luogo di flusso della nuova rete, territorio di confluenza di macchina, corpo, spirito… sto parlando di embodiment, di incarnazione dell’intelligenza in un nuovo sostrato… qualcosa che rappresenti il futuro conservando la nostra storia, piuttosto che facendola sparire con un colpo di spugna. Siamo davvero dei maya che lasciano spazio ai robot & cyborg colonizzatori?

01/09/2007 (12:14 am)

Posthuman sta nascendo

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Alla fine abbiamo messo insieme un portale di contenuti tematizzati intorno al posthuman che possa far vedere dei video, una gallery di lavori fotografici, un blog e un forum per aprire posthuman ad una community, asincrona. Praticamente un sito web che ne contiene 3 diversi. Spero vi piaccia l’idea, anche se adesso… tocca ai contenuti!

11/18/2006 (3:33 pm)

Abbiamo bisogno di un sito community o di un semplice manifesto?

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Posthuman deve essere un network di persone.