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Barriere 2 - la fine PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Wednesday, 14 January 2009
Ecco la seconda parte del racconto di Mario, con il surreale 'twist' finale che riporta la vicenda dell'uomo insonne dritta nel campo del fantastico che qualcuno temeva avessimo abbandonato.

A grande richiesta, qui giunge a conclusione il racconto "Barriere", in cui avevamo lasciato l'anonimo protagonista al buio e in balia delle sue fantasie notturne, incapace di scoprire se la moglie fosse a letto accanto a lui come ogni notte o...
Chi non ricordasse la prima parte, clicchi QUI
Intanto noi procediamo.

“Tell me love isn’t true / It’s just something that we do”
(Madonna)

.............
È così tutto buio che potrebbe non esserci più nulla intorno a me.
Mi sono assopito su Lovecraft e intorno è stato cancellato il mondo. Se ora metto giù i piedi dal letto cado nel vuoto per l’eternità.
Oppure riesco ad arrivare fino al corridoio e quello è diventato un tunnel buio e contorto senza fine. Che porta a nessuna stanza. Nessun dove, nessun fuori. Camminerò nelle tenebre brancolando senza appigli fino a non vedere più nemmeno la porta della camera da letto alle mie spalle. E mi perderò, per sempre e sempre e sempre. Nell’orrore del vuoto.
TIC
Tic… cos’era tic? Era un rumore. C’è ancora qualcosa lì fuori. Forse… la porta della dirimpettaia… L’ascensore che s’è fermato al piano. La Luisa ha fatto le ore piccole? O forse la serratura della nostra… Arianna è rientrata cercando di non farsi sentire.
O è uscita per sempre con lui. Spegnendo tutte le luci al suo passaggio. Per dissolversi anche lei nel nulla che c’è di là. Che s’è ingoiato il mondo e la nostra casa fino alla stanza da letto. Si è fusa con Doriana in un’unica creatura femmina totale. Una strana luna piena sbucata dalla tomba di due donne morte, in cerca di altre morti nel buio denso.
La carne si è contorta, smottata. Fusa in una nuova forma scalena, estranea alla fisica di questo mondo.
La faccia. Le facce non ci sono… hanno perso i lineamenti. Sono uguali. Colano in una. Un’identità terminale polimorfa.
Frrrrr…
Cos’è? Anche Frrr è un rumore. Rumore da thriller.
La protagonista sa di essere spiata in casa dall’assassino.
O dal mostro. Dalla nuova carne aliena plasmata dal buio.
L’Ignoto Mostro che dopo il film ci cola lungo le vertebre ad ogni Tic o Frrr che sfiora l’orecchio. Non dovevamo guardare Alta Tensione stasera. Non dovevo. Ora mi riprende il terrore. Assurdo irrazionale, come da bambino. Vai a letto che poi hai paura, dài.
Poi di colpo sei già grande ma devi ancora alzarti per spegnere il riscaldamento. E hai sempre… paura. Come allora, come da piccolo. Vedi che sei ancora piccolo? Quella è la parola. Paura. Paurapaurapaura. Banale scontata da bambini. Nonapritequellaportanonapritenon.
Non so cosa c’è di là.
Un ladro slavo.
Un mostro stupratore.
Buio solido.
C’è una creatura femmina.
Tentacoli erettili gustativi.
Aspetta solo che io la tocchi al di là dei trenta centimetri di terra di nessuno.
Per smembrarmi. Ricombinare la mia carne bianchiccia di mezz’età. In un’altra forma.
Mi aspettano. Ariannadoriana mi aspetta.
"Diventa come noi… muori in noi."
Aspettano chiamano attirano la carne. Inglobano.
Voglio e temo. Brucio tremo.
Colano in me. Anche la mia carne si scioglie. Sono in me. Sono io la femmina che volevano? Che volevano diventare…
Nella comunione della carne gorgoglia la bestemmia della forma indefinita. Infetta. Che faccia ho io, ora?
Non ho più un volto, non ho bocca per gridare.
“Non vedo niente, non sento niente, non indovino niente…
Il mio corpo diventa molle e bianco…
…E tutto è inumano.
…E la luce non esiste da nessuna parte
”.
C’è una creatura.
O ci sono solo io che mi sveglio e risorgo aldiquà della realtà.
A letto.
Immobile. Solo per trenta centimetri.
TRENTA CENTIMETRI!
Di vuoto. Divisibili all’infinito.
Solo un gesto. Uno scatto da trenta.
La mano trema.
Quando alla fine allungò la mano verso la piazza di lei non sentì nessun corpo.
Si calmò.
Ora mi alzo.
Era sveglio.
Solido. Occupava sempre i consueti confini compatibili con la fisica classica.
Ora mi alzo e vado di là.
Da solo ma tranquillo.
Ora mi alzo e vado di là a vedere dove.
Quando mise i piedi giù dal letto, toccando un tentacolo di lei invece del pavimento, per un attimo impazzì dal terrore.
Quando gli altri guizzarono per tutte le porte del suo corpo, per un attimo fu sublime. E straziante.
Per un attimo
Poi non sentì più paura.
Restò immobile.
Lei anche.
Silenzio.


FINE

Mario G


Lo Staff Posthuman ringrazia di cuore tutti i lettori postumani che hanno apprezzato e lasciato i loro commenti sulla prima 'puntata'.

Il finale avrà ormai chiarito a tutti perché abbiamo scelto d'illustrare la storia prima con una creatura di Hans Ruedi Giger, ora con un fotogramma di Possession di Zulawski (immagine in apertura a sinistra).
Non ci resta quindi che ricordare le citazioni presenti nel testo della seconda parte:

- Il brano del testo di Madonna è tratto dalla canzone Tell Me
- Il brano “Diventa come noi… muori in noi” è tratto da Sogno di un manichino di Thomas Ligotti
- Il brano “Non vedo niente, non sento niente …” è tratto da Sogno di una ragazzina che volle entrare al Carmelo di Max Ernst.
Film:

- Alta Tensione di Alexandre Aja (2003)

- Non aprite quella porta di Tobe Hooper (1974)

 


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  Comments (9)
RSS comments
 1 Written by This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it website, on 15-01-2009 09:52
ehhhh mi piace... scuro e inumano... umanità stordita da cotata inumanità...
 2 Written by mario, on 15-01-2009 11:00
Grazie Zoon! Contento che il finale non abbia deluso, qui già serpeggiava il timore che fossi diventato il Lando Buzzanca der pulp... :grin
 3 il filo e il caos
Written by This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it , on 15-01-2009 11:44
...giusto epilogo. decisamente più onorico del sogno stesso. 
da figlia degli anni '80 ho apprezzato citazione pop di Madonna...da non crederci per uno come te ;) 
potrebbe essere la sceneggiatura di una scena del prossimo film di Frank Miller. 
Credo che conserverò un paio di immagini del racconto per me.
 4 Written by mario, on 15-01-2009 11:52
Felice che ti sia piaciuto!  
E che le immagini siano le mie e non quelle 'rubate' ad altri scrittori :grin  
Peccato che nessun produttore USA finanzierebbe sognincubi 'sporchi' e senza finalino moralista e spiegato... 
Ma nessuno aveva ancora notato che mi ero spinto in territori dance :zzz
 5 Silenzio
Written by This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it , on 15-01-2009 12:07
Silenzio. 
Eppure ha aperto la bocca. 
Eppure ha urlato. 
Silenzio. 
Un fremito gli/le corre per il corpo. 
Si esamina, si trova diverso/a. 
Più basso/a, più glabro/a. 
Si chiede se ha ancora, davvero, un corpo.  
Non vede ancora bene, ma può vedere chiaramente dentro di sé e il fremito... 
Il fremito diventa di orrore, l'urgenza di urlare gli / le fa finalmente capire come usare il suo nuovo involucro e il grido, disperato, sgorga cristallino: 
 
"MI CONSENTA!!!!!"
 6 Written by mario, on 15-01-2009 12:10
Incorporo il contributo nel sequel 'Barriere Revenge', sempre se trovo quel produttore.... :p
 7 Written by This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it , on 15-01-2009 23:16
Appena accennato nella prima parte, lo sviluppo finale vira, spiazzando, in una dimensione materica occulta e morbosa di cui vorremmo sapere di più. 
La mia ingordigia approva il compendio aggiuntivo di Antonio. Ottima direzione, sviluppa questa chiave fantastica, ....non essere pudico, osa di più.
 8 Written by mario, on 16-01-2009 10:21
Osare di più è un invito a nozze per lo scrittore... che non può mai rifiutare la sfida :p  
Voler sapere di più... hmm, vuol dire che fin qui l'esca ha funzionato, ma non è detto che il 'dottore buono' faccia il bene del paziente-lettore: c'è il rischio che l'arcano esplicato perda il suo fascino. Non è più forte la mostruosità che ti proietta la tua mente da sola, completando l'incerto lasciato da me? 8)
 9 Ellapeppa!
Written by federica, on 01-03-2010 16:35
Non mi apettavo il tentacolo! ;)

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