| Guardiani e Source Code, Dick vero e falso |
| Written by Mario | ||||
| Saturday, 09 July 2011 | ||||
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L'anno scorso in questo periodo ci stavamo dedicando a Splice e The Box. Partiamo dall'inizio. Philip K. Dick morì senza conoscere gran successo come autore, ma ormai possiamo dire che il suo concetto di s/f è diventato 'mainstream': non solo per la notevole messe di film tratti da (anche sovente bistrattandoli) suoi romanzi o racconti. Anche per l'impianto narrativo: una s/f che erompe come incertezza sul reale, anche da scenari non particolarmente futuribili o spaziali, come da tradizione della s/f classica, ma anche da ambientazioni apparentemente ordinarie, quotidiane, "realistiche" (per quanto ciò possa significare, nella cupa visione del grande distitllatore d'incubi).
Visti i due film a breve distanza, è curioso notare come forse il più fedele alla filosofia dickiana sia quello NON tratto dalla sua narrativa ma da un soggetto originale del regista figlio di David Bowie: fateci caso, cosa manca alla vicenda del povero soldato 'morto' in Iraq ma tenuto artificialmente in uno stato di semi-vita virtuale (molto alla Ubik) per proiettarlo tecnologicamente nel passato a scoprire cause e colpevoli di un attentato, per essere una possibile storia dello scrittore di Chicago? Solo la firma, già. Un impianto, si diceva, chiuso da un happy ending - il misfatto sventato, gli innocenti salvi, il terrorista ucciso - ma anche da una sottile vena di inquietudine sotto traccia: il bene ha trionfato nella trama del film, ma è la trama della "realtà" ad essere incrinata ormai. La scienziata militare in contatto col pilota spedito nel passato sarà l'unica a sapere che da lì il nostro presente può essere modificato.
Molto hollywoodiano, l'eroe interpretato da Matt Damon, ma praticamente all'opposto degli antieroi dickiani, quasi sempre vittime di un fato incombente, oscuro, inconoscibile e inevitabile, direte voi. Già, tutto vero; e se poi aggiungiamo il romanticissimo happy ending in cui "Amor vincit omnia" si potrebbe dire che la misura è veramente colma. E, da un punto di vista di coerenza letteraria, in effetti è così. Peraltro, in controtendenza con la critica dominante (e con la mia stessa filosofia più dickiana che idealista), io devo ammettere che invece il film si fa seguire fluido e dinamico, un valido spettacolo che alterna sequenze dinamiche - come la brillante fuga della loving couple fra le diverse dimensioni, qui rappresentate come tante porte da cui si accede ad ambienti fra loro distantissimi (da uno scantinato in un grattacielo ti trovi di colpo in uno stadio o sotto la statua della libertà), un po' come nel cartoon Monsters & Co. - a qualche quesito filosofico non così banale come parrebbe a prima vista. Fermiamoci un attimo: Nolfi gira nel 2010, non nell'America degli anni '50, epoca cui risale il racconto. E qual è oggi IL TEMA chiave delle nostre vite? Non è forse il successo, l'affermazione individualistica di noi stessi? Sarà una banalità, ma quanti dei nostri destini esistenziali si sono ripiegati sul 'Piano', rinunciando in partenza a combattere la sfida per realizzare il nostro Grande Sogno? In questo io trovo la sceneggiatura del film meno banale di quanto si dica in giro. Aggiungo, a difesa del film di Nolfi, due gustose invenzioni visive: quella già citata delle 'porte dimensionali' (anche se di matrice cartoonica, come si diceva) e quella dei "libri-piano" dei Guardiani, in cui il destino di una vita è rappresentato un po' come uno schema elettrico in movimento. Sul sito Comingsoon trovate un'interessante intervista col curatore degli effetti speciali del film, J. John Corbett, memore della lezione del sommo Hitchcock sui "Mac Guffin", cioè quegli oggetti misteriosi, che nella trama rimangono un po' in ombra e non vengono mai nemmeno spiegati a fondo, ma la cui presenza è fondamentale allo sviluppo della storia. Proprio come faceva la scatola misteriosa del The Box di Richard kelly citato in apertura, no? In conclusione, decidete voi quale dei due film sia il "più autenticamente dickiano", ma il mio consiglio è di non essere troppo sospettosi (io lo ero all'inizio) e assaggiarli entrambi.
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| Last Updated ( Sunday, 17 July 2011 ) | ||||