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MI AMI? Fino all'assurdo?

Written by  09 Feb 2009
Published in Teatro
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Svelato il mistero dei dialoghi del surreale: Antonio Syxty mette in scena i frammenti di un discorso amoroso dell'antipsichiatra Ron Laing in uno spettacolo antinarrativo che definisce "comportamentale". Debutto martedì 10 al teatro Litta.

LEI Mi ami?

LUI sì ti amo

LEI più di tutto?

LUI sì più di tutto

LEI più di tutto al mondo?

LUI sì più di tutto al mondo

LEI ti piaccio?

LUI sì mi piaci

LEI ti piace stare vicino a me?

LUI sì mi piace stare vicino a te

LEI ti piace guardarmi?

LUI sì mi piace guardarti

LEI pensi che io sia stupida?

LUI no non penso che tu sia stupida

LEI pensi che io sia carina?

LUI sì penso che tu sia carina

LEI ti annoio?

LUI no non mi annoi

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Ecco finalmente svelato il mistero dei dialoghi amorosi dell'assurdo: erano estratti dal testo del nuovo spettacolo "comportamentale" assemblato da Antonio Syxty, che debutta martedì 10 febbraio al teatro Litta di Milano, per restarvi fino alla simbolica data dell'8 marzo. Spettacolo che conclude l'ideale trittico composto da Visioni di Solaris (di cui avete visto anche il nostro video) e L'Aquila Bambina Reloaded.

"Con Mi ami? ho voluto catalogare comportamenti banali e reiterati di un Lui e di una Lei in una sorta di esperimento percettivo, prendendo a prestito i ‘dialoghi’ e le ‘poesie’ dello psichiatra scozzese Ronald D. Laing (tratti dai suoi libri 'Nodi' e appunto 'Mi Ami?', basati a loro volta su comportamenti relazionali e rapporti intrapsichici di un Lui e una Lei immaginati e ‘trascritti’ dal grande psichiatra in forma di dialoghi compulsivi e frasi spezzate, deframmentate, afasiche", spiega Syxty il concept della drammaturgia.
"Fra il Lui e la Lei c’è X: un’incognita, un inconscio verbale e immaginario, un imbonitore/predicatore/falso profeta che si aggira incappucciato, proponendosi come ‘rumore bianco’, come ‘virus psicologico’ empaticamente evocato sia da Lui che da Lei, per scopi vagamente e banalmente esibizionistici ed emotivi.
Alla fine, però, X è una porta ‘che non apre e che non chiude’".

"Ho impaginato tutto questo in un’ipotetica e virtuale pagina web (come se fosse sui MySpace o Facebook tanto in voga di questi tempi), usando provocatoriamente e artisticamente il palcoscenico di un teatro, con l’intento concettuale di creare un cortocircuito fra illusione (finzione del teatro) e sparizione/illusione della realtà, così come viene percepita oggi: deframmentata, emotivamente instabile, certamente ipertrofica nella resa mediatica degli accadimenti, delle informazioni e delle identità", continua Syxty.
"Nel perseguire questo intento mi sono ispirato anche a una frase di un artista italiano, Gino De Dominicis: Cara, io penso che le cose non esistano.... Ho cercato e voluto un collegamento con l’arte visiva e comportamentale in relazione alla vita emotiva e sentimentale, quasi che l’atto creativo artistico potesse trovare un corrispettivo speculare nell’atto amoroso".

Che sia un riflesso subconscio della sempre più drammatica situazione del teatro italiano, ma nello spettacolo Il DENARO è un altro elemento ricorrente e portante. "E' il nesso - spiega sempre il regista-assemblatore - per il quale ogni cosa si crea e ogni cosa si distrugge. Una vera e propria ‘identità divina e manifesta’ della nostra epoca fatta di oggetti, feticci, griffe, status symbol, comportamenti, carte di credito etc..., che continuano a scorrere sullo schermo creando una sorta di ‘catalogo amoroso’, pegno o sonetto neo-moderno e post-umano, per una fotografia d’amore".

Postumano? Sparizione della realtà? Qui c'è qualcosa che ci suona familiare.
Infatti , dopo aver assistito in esclusiva a una prova generale, possiamo confermarvi che il lavoro rappresenta un esperimento linguistico sicuramente ardito - antinarrativo e metatestuale - ma assolutamente da scoprire, non solo (forse per nulla) per gli amanti del teatro 'classico', ma sicuramente per chi sta riflettendo su dove il mondo dei social network e delle chat sta portando il nostro strapazzato concetto d'identità e le nostre relazioni.

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LEI pensi che io abbia buon gusto?

LUI sì penso che tu abbia buon gusto

LEI pensi che abbia del talento?

LUI sì penso che tu abbia del talento

LEI non pensi che io sia pigra?

LUI no non penso che tu sia pigra

LEI ti piace toccarmi?

LUI sì mi piace toccarti

LEI pensi che io sia buffa?

LUI solo in un modo simpatico

LEI stai ridendo di me?

LUI no non sto ridendo di te

LEI mi ami davvero?

LUI sì ti amo davvero

LEI di' « ti amo »

LUI ti amo

LEI hai voglia di abbracciarmi?

LUI sì ho voglia di abbracciarti, e stringerti, e coccolarti, e amoreggiare con te

LEI va tutto bene?

LUI sì va tutto bene

LEI giura che non mi lascerai mai?

LUI giuro che non ti lascerò mai mai, mi faccio una croce sul cuore e che possa morire se non dico la verità ...................

LEI mi ami davvero?

Continua...? Finisce?..........

Last modified on Wednesday, 27 May 2009 17:44
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