La biografia di Christian Zingales per Goodfellas dell’uomo dietro la Monofonic Orchestra rivela le sfaccettature e le zone d’ombra d’un bislacco talento multiforme, insieme al quadro di una brulicante Milano tra ’77 e primi ‘80 purtroppo ormai lontanissima.
Capolavoro assoluto di Todd Phillips, dominato dall’interpretazione da urlo di Joaquin Phoenix: niente supereroi né supercriminali, nessun superpotere o effetto speciale, solo la discesa agli inferi di un disadattato in una società-giungla che fa venir voglia di “ammazzare uno stronzo”.
Per dare un quadro completo del fervente dibattito sull'ultimo Tarantino, la controrecensione di Andrea Peviani mette in luce la passione del regista per quella solare ma già crepuscolare fase di svolta della Grande Macchina del Cinema (e non solo) che accese l'epocale anno 1969.
Prima antologia a cura di Mario Gazzola, ospita racconti di Arona, Assante, Cappi, De Matteo, Kremo, Marsico e Salvatori, legati da quello del curatore e ispirati a un gioco di ruolo ideato da Brian Eno per le session di Outside di Bowie.
Il Re del Pulp affronta di petto Hollywood, mecca della sua cinefilia. Però il film si sfrangia in episodi sì gustosi e satirici ma privi di un baricentro drammaturgico e anche la strage di Bel Air si riduce a una farsa. Ma con una colonna sonora di nuovo pulpfictioniana piena di chicche d’epoca.
Quattro album usciti durante la lunga estate calda ma alieni alla solarità spensierata quanto distantissimi fra loro, l’ultimo dei Gong e dei Flaming Lips, il primo degli electro-italiani Codice Ego e lo sperimentalismo noise dei futurjazzisti Trigger.
Cosa è un videogioco? Di cosa è fatto? Cosa c’è dentro? Narrativa o gameplay? Non è facile dare una risposta o una definizione rapida, ci vorrebbe un libro e non un semplice articolo.
Una “new wave” di album neo progressive italiani riunisce influenze musicali policrome e stratificate e musicisti di prestigio internazionale e di diverse generazioni.
Il secondo film di Ari Aster, come già Hereditary, è un’esperienza panica straniante e un nuovo punto di riferimento nel sottogenere horror delle sette e dei rituali pagani.
I videogiochi sono una forma d’arte e di intrattenimento adulto che sta riformulando l’esperienza narrativa e l’identità postumana. Per questa ed altre riflessioni che leggerete ci siamo convinti che www.posthuman.it deve occuparsi di videogiochi come di un “medium” maturo e ricco di esperienze.
Con La Gorgiera della Contessa Sanguinaria Ivo Torello serializza l’ambientazione della Casa delle Conchiglie inventandosi un nuovo detective dell’occulto sulla scorta degli occult detective dell’era di Weird Tales.
Una raffinata analisi esoterico politica di Sandro Battisti del Suspiria di Guadagnino, un parallelo con le ballerine in trance psichedelica del contemporaneo Climax di Noé ispirato da Argento, uscito ora in Italia con ritardo.
Lucid, odissea onironautica dell'ingele Morse e Ultra Pulpe, medio sperimentale del francese terrible Mandico visti al fantafestival milanese (5-12 giugno).
Il nuovo film di Claire Denis, inedito in Italia e presentato in esclusiva al festival Oltre lo Specchio, è una sofferta immersione nel buio dell’animo umano amplificato dalla solitudine cosmica.
Nostra intervista al cantante Joakim Brodén sul concept album metal-storico The Great War, dedicato alla Prima Guerra Mondiale, in uscita il 19 luglio.
Edizioni Hypnos pubblica Sub Rosa, terza tappa nella riscoperta dei racconti del sottovalutato maestro del weird britannico amato da Neil Gaiman e David Tibet.
Il quartetto e l’omonimo album Oofth di Massimiliano Milesi (Auand) si ispira al racconto Ifth di Oofth di Walter Tevis. La nostra intervista col sassofonista bergamasco appassionato di fantascienza.
Il nuovo album Breathe In Colours dei metallari danesi è un concept cybperpunk su un distopico 2019, l’anno di Blade Runner e Akira che ora è diventato il presente. La nostra intervista alla cantante Maja Shining.
Nell’album The Cross col suo progetto solista The Phantoms, il tastierista dei Death SS esplora sonorità che rallentano il goth nel doom e lo dilatano a sontuosità progressive. Ospite Steve Sylvester.
I nuovi album del quartetto norvegese e di quello belga parlano la stessa lingua: quelle di due nuove Janis Joplin dalle voci rugginose sostenute da potenti riff hard rock molto anni ’70.
In un serrato incubo fantascientifico, Rupert Wyatt ci trascina senza fiato nella lotta per la resistenza di un manipolo di oppositori a una orwelliana dittatura aliena sul nostro pianeta. In sala dal 28 marzo.
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